Torbiere, appostamenti da caccia: sì, ma a 1000 metri dal confine

lamette con capanni 9-11-07Per quanto riguarda gli appostamenti fissi da caccia di fronte alle Lamette si conclude una questione annosa: i capanni devono stare a 1000 metri dal confine della Riserva, il che vuol dire che, in tale raggio, non possono essere installate postazioni da caccia. Non potendo stare in mezzo al lago, i capanni hanno dovuto levare le ancore definitivamente.

Questo è l'esito della Valutazione d'incidenza che ha rilevato come  la Riserva delle Torbiere sia la più importante area di sosta e rifugio per gli uccelli che seguono la rotta della Val Camonica, infatti è la prima zona umida protetta che incontrano in direzione sud.

Secondo il parere del GRA (Gruppo Ricerche Avifauna) gli uccelli hanno la necessità di potersi spostare liberamente tra lago e torbiera, per le loro necessità vitali (alimentazione, riposo notturno, rifugio). Il GRA considera dunque che il ruolo di tutela e salvaguardia dell'avifauna migratrice e svernante, perseguito dalla Riserva e ZSC Torbiere del Sebino, possa venire meno dalla presenza di appostamenti di caccia posti ad una distanza (buffer) inferiore ai 1000 m dai confini della Riserva stessa, con particolare riferimento all'area di contatto con il bacino lacustre del Sebino per le motivazioni sopra espresse di interruzione del corridoio ecologico.(Precisazione GRA per allontanamento capanni caccia allegato 1) 

Come si evince dai rilievi del GRA la questione riguarda però anche tutti gli altri appostamenti, quindi anche quelli a terra, che però ad ora non ci risulta siano stati allontanati a debita distanza.

Qui alcuni articoli sull'argomento usciti sulla stampaVia i cacciatori dalle Torbiere, riserva off  limits per i capanniCapanni, cacciatori all’attaccoCapanni da caccia e Torbiere, situazione carica di tensione

Aggiornamento:torbiere-revocati-capanni-caccia-acqua-via-anche-quelli-terrestri-7f5a2c6c-d412-11e6-af84-204dc5ed0070.shtml

Lombardia, aree protette: la nuova legge

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con i voti della maggioranza di centrodestra, la legge di riforma del sistema dei parchi e delle aree protette.

Fra gli obiettivi la "semplificazione della gestione" attualmente affidata a 80 enti, anche incentivando l'accorpamento volontario attraverso l'individuazione di 9 macro aree omogenee. La macro area in cui potrebbe essere inserita la Riserva delle Torbiere è quella del parco Oglio Nord, Oglio Sud e Monte Netto.

La Presidente dell’Ente Riserva delle Torbiere, in un articolo pubblicato sul Giornale di Brescia,  evidenzia i pro e i contro. Qui l'articolo. 

Qui invece la la posizione di Legambiente.

Intanto a livello nazionale ha avuto via libera dal Senato il disegno di modifica della legge 394/91 sulle aree protette. Il testo, contestato da numerose associazioni ambientaliste, dovrà passare all'esame della Camera.

Riserva: demoliti gli ex magazzini della torba, al via la rinaturalizzazione

magazzini

I due decrepiti edifici presenti nella zona B delle Torbiere, la cui volumetria è stata trasferita a completamento di quella proposta per il nuovo supermercato Conad a Iseo, sono stati abbattuti.

L’area, una volta bonificata, sarà soggetta a ripristino ambientale e ceduta gratuitamente all’Amministrazione comunale iseana.

Il piano di cantierizzazione, comprendente un cronoprogramma delle opere, è stato concordato con l’Ente gestore della Riserva che ha prescritto che i lavori, per non interferire con l’avifauna nidificante, sono da realizzare tra il 1° novembre e il 28 febbraio.

Anche il progetto di ripristino naturalistico dell’area sgombrata è sottoposto a una valutazione dell’Ente Riserva: è in previsione la formazione di vasche di acqua bassa. 

Il Piano di gestione vigente (v. scheda edifici in riserva) prevedeva il recupero degli ex depositi della torba per la collocazione di servizi di interesse pubblico o generale, quali attività culturali, museali e didattiche. Ora con gli interventi effettuati ed in atto è messa la parola fine al riutilizzo delle cubature.

Ricordiamo anche che pende ancora al TAR di Brescia il ricorso di Legambiente contro l’attuazione della nuova zona commerciale.