ALLA SCOPERTA DEGLI UCCELLI

LA SCHIRIBILLA

organizza una uscita nella
RISERVA DELLE TORBIERE

Domenica 10 aprile 2011 ore 8,30 -fino alle 12

 

Ritrovo presso MONASTERO DI S.PIETRO IN LAMOSA (Provaglio)
I partecipanti saranno accompagnati da “esperti” e da guide della Riserva

 

La partecipazione è libera e gratuita previa iscrizione entro il 7-4- telefonando a Carlo Redaelli: 030 736000 oppure inviando una mail a: jmpred@tin.it
L’uscita avverrà con qualsiasi tempo.
Consigliati  abbigliamento non troppo colorato, scarpe adatte e soprattutto BINOCOLO O CANNOCCHIALE


Col patrocinio del Consorzio
di gestione della Riserva naturale


scarica e diffondi il volantino:www.laschiribilla.it/volantini/uccelli%202011.pdf

notizia

Fonte: sito del Consorzio delle Torbiere

 

RIAPRE il Centro di Accoglienza visitatori con il seguente calendario:

 

dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.00 alle 17.00

 

MARZO domenica 27 marzo

 

APRILE domenica 3 -10-17-24- lunedì 25

 

MAGGIO sabato 7-14-21-28   domenica 1-8-15-22-29

 

GIUGNO sabato 4-11-18-25    domenica 5-12-19-26

 

LUGLIO domenica 3-10-17-24-31

 

AGOSTO chiuso

 

SETTEMBRE sabato 3-10-17-24    domenica 4-11-18-25

 

OTTOBRE domenica 2-9-16-23-29

articolo

Fonte: Giornale di Brescia, 20 marzo 2011

Iseo
Passerella pedonale per le Torbiere
ISEO Per un accesso agevole e protetto alla Riserva delle Torbiere dal territorio di Iseo, il Comune ed il Consorzio di gestione delle Torbiere del Sebino hanno presentato, ad uno dei numerosi bandi GalGölem, un progetto congiunto. L’ingresso dal comune di Iseo infatti risulta scomodo e difficilmente raggiungibile per via della tangenziale che circoscrive la Riserva. Il progetto in questione prevede un attraversamento pedonale che oltrepassa via Tangenziale e via Dosso Oriane e permette l’ingresso nella zona del centro di accoglienza visitatori.

 

Iseo infatti, diversamente da Corte Franca e Provaglio non ha parcheggi adiacenti né accessi diretti alla Riserva se non previo attraversamento della tangenziale che la circoscrive. L’importo del progetto, che comprende anche una porzione di terreno dove erano situati i fabbricati della Comergas da adibire a parcheggi per disabili, è di 312mila euro (i contributi sono a fondo perduto per il 90% della spesa ammissibile).
«L’idea di un attraversamento pedonale che collegasse Sassabanek ed i parcheggi adiacenti alle Torbiere risale a una decina di anni fa – afferma Ezio Pedrocchi, progettista del manufatto insieme al responsabile dell’Ufficio tecnico di Iseo Pietro Vavassori – ed era pensata proprio per dare un servizio in più ai visitatori della Riserva». La passerella infatti faceva parte di un più ampio progetto riguardante piste ciclabili e parcheggi realizzati nei dintorni del lido di Sassabanek e di via Colombera.

 

L’attraversamento attuale, progettato dall’Ufficio tecnico di Iseo congiungerà invece la zona dello stadio (nella parte finale di viale Europa) all’ingresso delle Torbiere presso il centro di accoglienza visitatori. La struttura sarà leggera, di legno e acciaio, non servirà come abbattimento delle barriere architettoniche perché sarà dotata di scale d’accesso da entrambi i lati ma priva di ascensore, sarà invece un attraversamento pedonale in una zona ad alto traffico viabilistico.
Infine nel nuovo Pgt è previsto un tratto di pista ciclabile di collegamento con le Torbiere. v. mass.

“Torbiere, prove per un futuro senza nuove costruzioni”. Commento

Fonte: Giornale di Brescia 15 marzo 2011

Torbiere, prove per un futuro
senza nuove costruzioni

Il presidente del Consorzio, Giovanni Lecchi, fuga i dubbi
sollevati da una delibera regionale: «Confini e divieti restano»

Per il presidente del Consorzio «nessuna deroga alla tutela della Riserva delle Torbiere del Sebino»
LAGO D'ISEO Nessuna possibilità di edificare all'interno della Riserva delle Torbiere, così come nessun divieto annullato né confini dimezzati: vengono così fugate le preoccupazioni esternate dal nutrito gruppo di associazioni ambientaliste (Schiribilla, Legambiente, Lipu, Enpa, Oipa e altri ancora) inerenti il futuro della Riserva naturale delle Torbiere del Sebino. Preoccupazioni legate alla delibera regionale dello scorso dicembre, documento incentrato sulla modifica dei confini della riserva e sulla sua classificazione.
In realtà, come spiega Giovanni Lecchi, presidente del Consorzio di gestione, «la delibera ha sì ridefinito i confini adeguandoli al Sic (Siti di importanza comunitaria, ndr) accorpando i divieti, ma non li ha eliminati. Nella zona A e B, quelle di maggior tutela- ribadisce Lecchi -, i divieti sono rimasti gli stessi; nella C, quella più esterna che comprende solo parti di terraferma, è stato tolto il divieto di navigazione». Ma non è tutto. «La zona A – specifica Lecchi – inoltre è stata ampliata, mentre la C ha ricompreso una parte dello storico campeggio di Sassabanek, che ora deve sottostare alle regole del Consorzio».
In tutta la Torbiera vige comunque il divieto di inizio di qualsiasi attività e di fabbricazione. A dire il vero, non è proprio così. Un fabbricato (l'unico autorizzato) sarà realizzato, su cubature già esistenti, in località Zumbo a Provaglio d'Iseo, già oggetto di variante dal 2007. Qui, entro il 2011, troverà spazio il magazzino del Consorzio, opera già inserita a Bilancio, il cui progetto è in fase di redazione da parte dell'ente. I magazzini della torba invece verranno semplicemente messi in sicurezza. In programma c'è anche lo spostamento della pista ciclabile, che oggi percorre, solo per un tratto, l'area protetta.
«Ciò che più ci preoccupa invece è l'avanzamento del canneto – sottolinea Lecchi – per il quale in qualche modo si deve intervenire perché non cambi l'aspetto della Riserva e, contestualmente, l'habitat dell'avifauna. È stato proposto al comitato tecnico-scientifico di bruciarlo o, in alternativa, di sfalciarlo. Per quest'attività abbiamo presentato un progetto alla Fondazione Telecom e siamo in attesa del bando del Life Europeo per poter partecipare a questa fonte di finanziamento».
«Siamo in attesa – aggiunge ancora Giovanni Lecchi – anche del Pgt di Iseo, visto che è l'unico Comune che ancora si deve pronunciare in modo ufficiale sul rispetto delle aree sensibili».
Provaglio infatti ha posto come limite alla costruzione di grossi insediamenti una fascia di un chilometro dalla Riserva, mentre Corte Franca ha già sottoposto al Consorzio la possibilità di nuove cubature vicino al Centro Commerciale, proposte rigettate dallo stesso ente.
Parlando, infine, delle scadenze a breve termine per la Riserva delle Torbiere, in aprile si procederà alla pulizia del percorso nord con l'ausilio di volontari del gruppo antincendio di Provaglio, Iseo e Corte Franca.
Veronica Massussi
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PER ORA…CARTA CANTA

 

Ci pare che le dichiarazioni riportate nell'articolo non chiariscano le varie questioni che abbiamo sollevato, tra cui:
1 il fatto che il confine della vera e propria riserva orientata viene ridotto alla sola zona A
2 il fatto che nella delibera regionale vengono variati/eliminati dei divieti

 

Ad oggi le nostre considerazioni sono confermate dagli atti ufficiali finora pubblicati (v. nuove tavole 7, 7a e 7b sul sito del Consorzio), fra cui il nuovo documento di sintesi aggiornato (pubblicato sul sito della Regione il 3 marzo): si tratta del documento per l'esclusione del Piano di gestione dalla VAS, il quale recepisce le modifiche proposte dalla delibera regionale in merito alla riclassificazione della riserva e ai divieti modificati/aboliti.
Mentre sia nel Piano di gestione ancora vigente (del 1997) che in quello approvato nell'aprile 2009 si pone su tutta la riserva il divieto di realizzare nuovi edifici, ora invece per le zone B e C esso si trasforma nel divieto di realizzare nuovi edifici ad eccezione di quanto diversamente previsto dal Piano di Gestione e direttamente eseguito dall'Ente gestore ovvero dallo stesso espressamente autorizzato
Inoltre in zona C risultano almeno una decina i divieti eliminati.
Chi vuole, colga la differenza!

 

Per quanto ci risulta dalla cartografia, l'ampliamento della zona A, di cui parla il presidente, è già per la maggior parte presente nella zonizzazione del 1995 (quindi 15 anni fa!), recepita dal Piano di gestione tuttora vigente (del 1997); lo stesso vale per la zona B che ha assorbito già allora gran parte delle fasce di rispetto (zona C).

 

Consideriamo anche che tutte le zone indistintamente fanno parte del sito Natura 2000 per il quale corre l'obbligo di predisporre adeguate misure di salvaguardia.

 

Prendiamo atto che il presidente Lecchi dichiara che l'unico fabbricato previsto è il magazzino consortile e che non si parla più della sede Amministrativa in area ex-Zumbo.

 

Per quanto riguarda i nuovi Piani del Territorio dei Comuni interessati dalla Riserva, secondo le dichiarazioni di alcuni Amministratori di Iseo (rilasciateci in alcuni specifici incontri con le associazioni) l'intenzione è quella di traslare al di fuori delle Torbiere i volumi degli edifici fatiscenti in Riserva (ex magazzini torba in zona B di Iseo); per quanto riguarda il PGT di Corte Franca esso è appena stato approvato, verificheremo le decisioni assunte per le Aree Sensibili non appena saranno disponibili gli atti ufficiali.

 

Poiché pare continuino a persistere equivoci interpretativi, anticipiamo l'intenzione di proporre all'Ente gestore la partecipazione ad un confronto/dibattito pubblico promosso da tutte le associazioni che si stanno mobilitando a tutela delle Torbiere.

articolo

fonte: Bresciaoggi Venerdì 11 Marzo 2011

 

NATURA. Sul tavolo un progetto di forte trasformazione dell’area
torbiere del Sebino: appelli ambientalisti

Le associazioni si rivolgono a Regione e ministero per dire no a qualsiasi riqualificazione* della riserva

 

Una veduta aerea delle Torbiere del Sebino
È una fase difficile per la tutela dell’ambiente in Lombardia e, a cascata, nel Bresciano. Nelle stanze della Regione circola infatti una proposta di legge che trasformerebbe fortemente – in senso negativo per gli ambientalisti – i contenuti e la filosofia della legge regionale 86 del 1983: quella che ha istituito Parchi e Riserve regionali. E nel frattempo, una «anticipazione» di quanto potrebbe avvenire la si è già avuta sul futuro delle torbiere del Sebino: una Riserva naturale orientata e un unicum avifaunistico e botanico di rilevanza europea.
Il riassunto delle ultime «puntate» a partire dal via (da parte del Consorzio pubblico che controlla l’area) del nuovo Piano di gestione, avvenuto nell’aprile del 2009, vede infatti una delibera consortile che, su sollecitazione della Regione, definisce alcune modifiche del perimetro della riserva e una riclassificazione della stessa (nell’agosto 2010), e a seguire (nel novembre dello scorso anno) l’avvio, sempre da parte del Consorzio, della procedura di esclusione della Vas (Valutazione ambientale strategica) proprio relativamente al nuovo Piano di gestione dell’area.

 

NON SOLO: PRIMA ANCORA della definizione del «caso» Vas, che non è ancora avvenuta, è apparsa sulla scena una delibera della giunta regionale (del 15 dicembre scorso) il cui effetto è sostanzialmente questo: quella che era ed è una Riserva orientata, caratterizzata da tre zone di tutela gradualmente meno intensa (dalla A, la più preziosa, alla fascia C di rispetto) si ridurrebbe alla sola zona A, e nella fasce B e C (in particolare in quest’ultima) si spalancherebbe la strada a una serie di attività antropiche e a edificazioni finora vietate. Tutto ciò per gli ambientalisti rappresenta un semplice «svuotamento» dell’area protetta; che risulta a loro dire evidente (per esempio e non solo) nella «riclassificazione della zona B a Riserva parziale idrogeologica, paesistica e botanica: una scelta che ignora del tutto i valori avifaunistici rilevati». Ma che diventa ancora più evidente quando la delibera regionale «rende possibile realizzare nuove costruzioni nelle zone B e C, purché previste dal Piano di gestione ed eseguite direttamente dall’ente gestore o su sua autorizzazione».

 

LE CONSIDERAZIONI SOPRA esposte sono de «La Schiribilla» e del Coordinamento delle associazioni ambientaliste e animaliste bresciane (Lipu, Enpa, Legambiente, Sva di Legambiente, Lac, Anpana, Laica, Lida, Lav, Oipa, Compagni di strada e Telefono difesa animali), e sono contenute in un pacchetto di osservazioni di modifica della già citata delibera della giunta del Pirellone inviate alla Regione, al ministero dell’Ambiente, alla Provincia, al Consorzio delle torbiere e a tutti gli enti locali che ne fanno parte. Nel documento si ricorda che il provvedimento regionale abolisce nella fascia di rispetto (C) divieti come il campeggio, la cattura di animali, la raccolta della flora spontanea e la formazione di depositi o addirittura discariche, e si chiede innanzitutto alla Regione di mantenere nei confini della Riserva orientata anche la fasce di minor tutela, di confermare sostanzialmente tutti i divieti definiti dal Piano di gestione del 2009 e, «in considerazione dello stravolgimento attuato dalla delibera regionale», di prevedere «una ancora più necessaria e indispensabile Valutazione ambientale strategica del Piano di gestione». P.BAL.
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*Probabilmente un refuso, per indicare invece “no a qualsiasi declassamento della riserva” .

Ai soci e simpatizzanti della Schiribilla:


è convocata l’annuale asssemblea

il giorno 24 marzo, ore 20,30

 

presso la sala civica di Timoline di Corte Franca (piazza Franciacorta)

 

odg:
iscrizioni
2 relazione attività ultimo anno (questione campeggio in Riserva -osservazioni esclusione VAS del Piano di gestione delle Torbiere- osservazioni su declassamento Riserva – considerazioni sui PGT dei Comuni.)
3 proposte attività per il 2011
4  elezione nuovo direttivo per scadenza naturale
5 varie ed eventuali
6 proiezione “fascino delle torbiere 2”

 

 A chi si iscrive all’associazione verrà regalato un volumetto sul fiume Oglio  (fino ad  esaurimento).

La situazione della riserva, in particolare l’iter per l’approvazione del Piano di gestione, ha visto la Schiribilla molto impegnata  anche in collaborazione con altre associazioni  per tentare di fermare il declasssamento della Riserva e la diminuzione della sua tutela.

 

Invitiamo perciò a fare il possibile per partecipare e sollecitare alla partecipazione anche gli  interessati alla salvaguardia del nostro territorio.

 

l’assemblea è aperta   al pubblico, chiunque può intervenire

articoli

Fonte: http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2011/03/08/470455-eternit_spazzatura.shtml

Pezzi di eternit e spazzatura
Le Torbiere? Una discarica

 

SEBINO Dovrebbero essere scrigno di flora e fauna, ma alcune zone sono fetide. L’area è protetta della convenzione di Ramsar perché ricca di avifauna

 

Alcuni visitatori leggono il cartello dei divieti nel parco delle Torbiere
Brescia, 8 marzo 2011 – Il greto di un torrente che si getta negli specchi d’acqua più tutelati del Bresciano trasformato in una piccola discarica a cielo aperto dove non mancano quelli che sembrano pezzi di eternit. E poi ci sono i cani e i ciclisti a spasso per la riserva. Quasi nessuno dei tanti turisti paga il biglietto d’ingresso tramite l’apposita gettoniera. Bambini che urlano felici, qualcuno che sgranocchia patatine da un sacchetto.

 

Questo è il bilancio della prima domenica di bel tempo dall’inizio dell’anno nell’area delle Torbiere del Sebino. La zona umida, tutelata dalla convenzione di Ramsar grazie alla ricchezza dell’avifauna presente, l’altro ieri è stata letteralmente presa d’assalto da tanti visitatori che non sembrano essersi accorti dei tanti divieti in vigore, per primo quello di solcare i sentieri realizzati dal consorzio di tutela in bicicletta, oppure di addentrarsi tra canne e pozze con animali domestici al seguito. A peggiorare la situazione è stata la presenza, al limitare del parco, di un deposito di rifiuti dove non mancano pannelli di copertura di stalle e pollai, scarpe ormai quasi sotterrate, bottiglie di plastica e sacchi dello sporco. Il tutto accompagnato da un odore nauseante che non sembra essere il compagno ideale per pesci e uccelli, che nelle Torbiere vivono e cercano protezione.

 

Da evitare del tutto, c’è anche la zona dove le coppiette che si appartano lasciano i resti dei loro incontri, tra cui decine e decine di fazzolettini di carta, per non parlare dei profilattici usati. Nessuno, nell’arco del pomeriggio, è parso curarsi della situazione, nemmeno i molti appassionati fotografi dilettanti con i loro pesanti teleobiettivi, che si sono accontentati di appostarsi su questo o quel ponticello per cercare di “catturare” con le loro lenti uno svasso oppure un airone.

 

«E’ ormai evidente – commenta Dario Balotta di Legambiente – che la riserva non è più tale. Abbiamo ripulito tutto la scorsa primavera. Le foto che ci mostrate sono segno evidente che anche quest’inverno le Torbiere sono state usate male, senza alcun rispetto. Agli amministratori chiediamo tutela, anziché cementificazione nei pressi dell’area compresa tra Iseo, Provaglio d’Iseo e Corte Franca».

 

Milla Prandelli

 

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COMMENTO– Chissà allora cosa succederà in futuro, se solamente la zona A verrà tutelata come riserva orientata ( escludendo del tutto la zona B, in pratica declassando la riserva) e se dalla Zona C (fascia di rispetto), come propongono Consorzio e Regione, verranno aboliti divieti come:

 

– introdurre specie animali o vegetali estranee;

 

svolgere attività pubblicitaria, organizzare manifestazioni folcloristiche o sportive;

 

costituire discariche di rifiuti ovvero depositi permanenti o temporanei di materiali dismessi, anche se in forma controllata;

 

Il Consorzio, a voce del presidente (v. articolo sotto), parla di equivoci interpretativi ed afferma che anche nella zona C valgono sostanzialmente i divieti già in vigore:

 

fosse così, perchè non riconfermano i divieti, invece di toglierli?

 

E pensare che la riserva è diventata un Sito Natura 2000!
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Fonte: Bresciaoggi, 9 marzo 2011

LA POLEMICA. Risponde il capo del Consorzio
«Nessuna tutela è ridimensionata per le Torbiere»
L’allarme era stato lanciato dalle associazioni ambientaliste 


«La fascia di tutela della riserva naturalistica non sarà ridimensionata». Parola del presidente del Consorzio per la gestione delle Torbiere, Giovanni Lecchi, che rassicura le comunità del Sebino dopo l’allarme lanciato dal coordinamento delle associazioni ambientaliste.
Il tema è la delibera regionale del 15 dicembre che rivede i divieti nella zona umida. «Non ci sono motivi nè atti amministrativi che diano corpo a timori di un’ apertura al cemento delle aree più esterne all’oasi» afferma Lecchi. Per comprendere meglio la questione bisogna ricordare che le Torbiere sono da un punto di vista della tutela suddivisa in tre zone che sanciscono l’importanza naturalistica e, in modo direttamente proporzionale, i vincoli urbanistico, edilizi e geologici.
«La delibera – afferma Lecchi – conferma tutti i divieti previsti nella zona più vulnerabile e importante delle Torbiere». A creare qualche equivoco interpretativo potrebbe essere stata invece la redifinizione della forma del primo articolo della delibera relativo alla zona intermedia. «La sostanza non cambia – afferma Lecchi -: in questa zona resta in vigore il divieto di edificabilità ad eccezione di eventuali progetti eseguiti dal Consorzio e previsti nel Piano di gestione. Anche nella zona più esterna valgono sostanzialmente i divieti già in vigore». Lecchi spiega poi perchè è stato eliminato il comma che impediva lo svolgimento di attività pubblicitaria, manifestazioni folcloristiche o sportive e il campeggio all’interno della Riserva: «Così le attività preesistenti alla costituzione delle Torbiere potranno continuare».F.S.

VAS o NON VAS per il Piano di gestione delle Torbiere? (3)

Nuovi documenti

 

Sul sito della Regione Lombardia si possono trovare il verbale della prima seduta della  CONFERENZA DI VERIFICA ESCLUSIONE della VAS (del 14/01/2011) e il nuovo documento di sintesi aggiornato

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Dal nuovo documento di sintesi aggiornato si rileva che le previsioni relative alla realizzazione della Torretta di osservazione in Lametta, dell'incubatoio ittico e del Museo della Torba vengono definitivamente stralciate dal Piano di gestione, ma viene anche  ribadita la nuova classificazione della riserva (solo la Zona A è nei confini della riserva orientata) e  finalmente esplicitato che si modificano anche le norme tecniche (divieti), ampliando anche le possibilità edificatorie.
Riteniamo quindi che per lo stravolgimento che si prospetta:
– nel ridurre i confini della vera e propria  riserva orientata alla sola zona A di alto pregio, escludendo, senza alcuna motivazione, la zona B dove pure sono presenti, oltre ai valori floristico-vegetazionali, anche quelli avifaunistici;
– nel diminuire la tutela della zona B e della fascia di rispetto (zona C), senza considerare che tutte le zone indistintamente fanno parte del sito Natura 2000 per il quale corre l'obbligo di predisporre adeguate misure di salvaguardia,

si renda ancor più indispensabile la previsione della Valutazione Ambientale Strategica del Piano di gestione della Riserva e del Sito Natura 2000.

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P.S. Qui trovate tutto il procedimento: https://www.sivas.servizirl.it/sivas/#/login/schedaProcedimento?idProcedimento=2&idPiano=35880