Curiosità: un’oca canadese in riserva

Avete mai visto una Branta canadensis? Originaria del Canadà, introdotta in Europa nel XVII secolo, è la più grande delle oche europee, con una lunghezza di 90/100 cm e una apertura alare di 160/175 cm.  Nonostante sia ormai tipica di tutti i paesaggi nordici settentrionali, da un paio di mesi è stato notato per la prima volta anche in riserva un esemplare di oca del Canadà,  probabilmente evasa da qualche allevamento o parco, visto che non teme la vicinanza dell’uomo.

 

Domenica 7 luglio: programma gita a Crocedomini

Domenica 7 luglio 2013, GITA A CROCEDOMINI

PROGRAMMA: Partenza/ritrovo al parcheggio presso il cimitero di Iseo ore 7,30. Itinerario Iseo – Bienno 55Km. Passo di Crocedomini altri 15-18 km (arrivo verso ore10), spostamento in auto al goletto di Cadino 2 km, località ad alta concentrazione di flora alpestre. Passeggiata per vedere/conoscere/fotografare fiori. Pranzo al sacco (a Crocedomini esiste anche un ristorante) poi spostamento in auto ( in parte sterrato) in direzione passo Maniva per vedere/fotografare 5 laghetti di montagna; ritorno dalla Valtrompia (Collio – Gardone VT.- Polaveno –Iseo).

Note non ci si allontana molto dall’automobile per cui “ lo zaino” si può lasciare in macchina. Scarponi ed abbigliamento adatto siamo quasi 2000 m. di quota. Adesioni al 3388383514 oppure scrivere a legambiente.bassosebino@gmail.com

LA LOCANDINA DA DIFFONDERE: gita Crocedomini

Domenica 16 giugno: interessante escursione alla Valle del Freddo

Un’iniziativa proposta da Legambiente bassosebino, aperta a tutti gli interessati

DOMENICA 16 GIUGNO 2013

VISITA ALLA VALLE DEL FREDDO

 La Riserva Naturale della Regione Lombardia, LA VALLE DEL FREDDO, racchiude un particolare fenomeno microclimatico che determina la crescita della flora tipica d’alta montagna. L’elemento determinante di queste presenze sono le buche del freddo o “bocche” dalle quali fuoriesce aria gelida.  In inverno quando piove e nevica, l’acqua e la neve penetrano nel sottosuolo, dove vengono a contatto con la ghiaia fredda e si trasformano in ghiaccio. In estate il detrito mantiene bassa la temperatura dell’aria che scorre al suo interno, rendendola più pesante. Quindi la forza di gravità e le brezze che spirano sopra la valletta portano l’aria gelida a fuoriuscire dalle bocche.

Intorno alle “buche del freddo”, dove il terreno ha una temperatura molto bassa, si possono trovare specie dette “microterme” come ad esempio la Stella alpina, l’Erba dei camosci, il Camedrio alpino e la Pinguicola alpina. Tra gli arbusti presenti nella Valletta, molto diffusi sono i Rododendri pelosi dalle infiorescenze rosee, il Pino mugo e il Salice stipolato. In primavera bellissimi tappeti floreali di pervinca caratterizzano il sottobosco, estese fioriture di Genziana, di Erica, di Timo e di Globularia ricoprono le pendici della Valletta.

PROGRAMMA                                                                       

L’entrata alla riserva (visitabile solo con la guida) è prenotata alle ore 10, quindi la partenza da Iseo o da Sulzano potrebbe essere alle ore 9.

Il percorso per raggiungere la riserva. Si deve prendere la superstrada per Lovere, ma non uscire a Lovere, proseguire verso Bergamo, dopo le gallerie alla fine della superstrada, c’è una grande rotonda e l’ingresso alla riserva (v. qui mappa)

Ognuno si accorderà con i propri amici in macchina e ci troveremo all’ingresso.

Dopo la visita prenderemo la direzione per Monasterolo, sul LAGO D’ENDINE,  dove pranzeremo e  visiteremo il paese  e, se sarà possibile,  anche il Castello.

Per il pranzo:  chi vuole porti i panini oppure c’è a Monasterolo il Ristorante Castello, fa  la pizza anche a mezzogiorno, oppure il menu turistico, di carne o di pesce €25/28. É necessario sapere entro venerdì 14 quanti sono quelli che mangiano al ristorante. Tel. per prenotazioni: Rosarita 0309825389 (c’è la segreteria telefonica, in caso di assenza).

La locandina da diffondere:la valle del freddo

Torbiere d’Iseo: Svasso maggiore a spasso coi pulcini

Sono gli specchi d’acqua gli ambienti prediletti dagli svassi maggiori dalla caratteristica doppia cresta.  Eccone uno, che in questi giorni si può vedere anche sul lungolago d’Iseo, mentre porta sul dorso i giovani pulcini (strisce bianche su capo e dorso) a esplorare l’ambiente circostante prima che abbiano raggiunto la completa autosufficienza.

NOME SCIENTIFICO: Podiceps cristatus. Lo Svasso maggiore presenta un becco lungo e appuntito; possiede un corpo slanciato, la cui lunghezza varia dai 46 ai 51 cm. L’apertura alare va dai 53 ai 73 cm. Il peso si aggira intorno agli 800-1.400 grammi. La livrea nuziale è molto vivace e vaporosa e il becco, in questa fase, si tinge di rosa. Nella rimanente parte dell’anno il piumaggio degli adulti, così come quello dei giovani, è grigio nella parte superiore e bianco in quella inferiore. La specie è facilmente riconoscibile anche grazie al canto frequente e squillante.

Iseo, 4 giugno 2013

La dieta è costituita da pesce, che solitamente cattura durante lunghe immersioni. Si nutre anche di girini, gamberetti, ragni, insetti d’acqua e semi. Il nido è costruito utilizzando parti di piante galleggianti ed è di solito nascosto tra la vegetazione sulla riva dei laghi. Gli svassi maggiori covano 3-4 uova nel corso di 27-29 giorni. 

Vaste distese di mucillagine in Torbiera

Come già avviene da alcuni anni, si ripete nel periodo primaverile-estivo il fenomeno della mucillagine verdastra che arriva a coprire sempre più gli specchi d’acqua delle Torbiere. Quale sia la causa non è dato di sapere né se tale fenomeno può essere deleterio per l’ecosistema acquatico. Se si tratta di eutrofizzazione, significa che vi è un eccessivo accrescimento degli organismi vegetali per effetto della presenza di dosi troppo elevate di sostanze nutritive, provenienti da fonti naturali o antropiche (come i fertilizzanti, gli scarichi civili o industriali…).